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Cenni storici

Nella Preistoria, il territorio ostiense era vasto e incontaminato, racchiuso fra un mare azzurro e una natura selvaggia, eroso dai fiumi che cercano uno sbocco verso il mare e, spesso, ricoperto dalle ceneri eruttate dai vulcani della zona che oggi corrisponde ai "Castelli Romani". La costa era più arretrata rispetto ai nostri giorni di circa dieci chilometri e, alle spalle di possenti dune, il Tevere formava ampi stagni che costellavano tutta la zona . Da migliaia di anni e fino ai giorni nostri, i detriti sabbiosi traspor-tati dal fiume rubano al mare Tirreno uno spazio sempre più consistente.
Difficile stabilire quando l'uomo approdò su queste terre e se via terra, o navigando il fiume e il mare. Le più antiche testi-monianze della presenza umana (fossili, frammenti di vasi, punte di frecce risalenti all'epoca del Bronzo) sono state rinve-nute nella valle del Fosso di Malafede, tra il corso del Tevere e la tenuta di Castelporziano.
Primo protagonista della storia di Ostia fu Enea, che nel XIII sec. a. C. con il figlioletto Ascanio e pochi fedeli compagni, sbarcò sul litorale, nelle zone oggi denominate Capocotta ed Ardea, dando cosi origine alla stirpe romana. Fu Anco Marzio, IV re di Roma, che, nel 634 a. C., a distanza di un secolo dalla fonda-zione della Città Eterna, promosse la nascita di Ostium, (dal la-tino bocca, foce del Tevere), un castrum (accampamento milita-re stabile, circondato da mura) nelle immediate vicinanze delle saline che all'epoca erano disseminate in tutto il litorale.
In un ambiente poco abitato e inospitale, gli antichi romani ab-batterono alberi, costruirono strade, risanarono paludi e varano navi, trasformandolo in un'area abitabile. Il controllo del mare è fondamentale, serve una colonia fortificata per proteggersi dalle incursioni di nemici, che possono giungere fino a Roma risalendo il Tevere. Serve anche controllare i traffici commercia-li lungo il fiume e sfruttare le preziose saline costiere.
Altri personaggi storici furono importanti per lo sviluppo della città e del territorio: Claudio decise la costruzione di vasto baci-no portuale a nord del Tevere e la fondazione della nuova città Portus, segnando le sorti future di Ostia, che da sede militare divenne sede amministrativa del nuovo porto; Nerone portò a termine l'opera di Claudio; Traiano fece costruire un secondo porto più interno, riparato e collegato direttamente a quello di Claudio e al fiume attraverso la fossa Traianea (attualmente canale di Fiumicino).
Si svilupparono anche i mezzi di comunicazione via terra, colle-gando l’area con Roma, attraverso la via Ostiense e la via Por-tuense e con la Via Severiana che congiungeva con Terracina. Portus divenne presto lo scalo principale dell'Impero Romano; qui erano le attività economiche, mentre Ostia si trasformò in un lussuoso centro residenziale.
Ostia è sempre stata una città cosmopolita, dove hanno convis-suto culture anche profondamente differenti.
Ne sono testimonianza i templi dedicati, oltre che alle divinità locali, a Mitra, Cibele ed Iside e i resti della prima Sinagoga in Italia. Ostia ha vissuto anche le terribili persecuzioni, testimoniate dalle notizie agiografiche del martirio di un gruppo di fedeli, fra cui Aurea, la cui tomba veneratissima, lungo la via Ostiense, sarà anche la tomba di numerosi fedeli, tra cui Monica, madre di Agostino d’Ippona. Nel IX secolo fu saccheggiata dai Saraceni e definitivamente abbandonata per la nuova città di Gregorio-poli, voluta da papa Gregorio IV. Si segnò, cosi, la fine della co-lonia romana lidense, che rimase abbandonata fino alla fine del 1700, quando, grazie alle esplorazioni archeologiche sul territo-rio del pittore scozzese Gavino Hamilton, si riprese a guardare con interesse verso il territorio della costa romana. Tra il 1483 e il 1487, durante il pontificato di Sisto IV°, il cardinale Giuliano della Rovere (futuro papa Giulio II°) fece costruire il castello. La chiesa è stata costruita, nella stessa epoca, sui resti di una pre-cedente costruzione sacra ed ha successivamente assunto il ruolo di cattedrale.
Gregoriopoli aveva un ruolo importante per il controllo dei traf-fici doganali e per le saline, di cui la Curia aveva il monopolio. Si mirò quindi, nei secoli, a conservare, intorno al presidio doga-nale, un abitato continuamente decimato a causa del clima ma-larico della zona. Vennero quindi costruite tre file di case a schiera tra il castello e la Chiesa intitolata a Sant’Aurea.
Nel 1557 una grande alluvione deviò il corso del Tevere e il ca-stello perse il suo scopo. Successivamente, anche a causa della formazione di paludi intorno al borghetto, tutto cadde nel più completo abbandono.
Quando nel 1878 lo Stato unitario promulgò le prime leggi per il risanamento idraulico dell’Agro romano, Ostia e tutto il litorale erano aree occupate da stagni e paludi, dove la malaria ed altre malattie rendevano l’insediamento impossibile e rischioso. Fra il 1858 e il 1868 i tecnici dello Stato Pontificio avevano tentato il risanamento idraulico d’alcune zone litoranee, ma i loro tenta-tivi, non ebbero grande fortuna; ben presto le zone che erano state interessate dai lavori tornarono al loro stato insalubre e paludoso. A risolvere il problema il 25 novembre del 1884 giun-sero dalla Romagna alcune centinaia di braccianti ravennati, specializzati nel settore idraulico. Il loro lavoro fu immane; sperduti nella desolazione dell'agro molti morirono di stenti o contagiati dal morbo. Ma sebbene armati di sole pale riuscirono miracolosamente a prosciugare le paludi, realizzando canali per 94 Km e numerosi impianti di sollevamento delle acque detti "idrovore", per la prima volta attivate il 16 dicembre 1889. Ed il primo luglio del 1893 ci fu il primo raccolto frutto dei terreni bonificati. La tenacia e il sacrificio dei romagnoli rese le paludi terreno fertile e territorio ora abitato da migliaia di persone.
A ricordo del loro immenso sacrificio, a metà maggio 1904, fu posta in piazza Umberto I ad Ostia Antica, una lapide con le struggenti parole scritte da Andrea Costa, uno dei pioneri di quella che è divenuta una vera un'impresa storica, che ha poi interessato in tutto il territorio costiero romano e laziale.

La scuola
Durante il periodo fascista, con l'incremento della popolazione, nacque la prima istituzione per la alfabetizzazione della popolazione. Dedicata a un medico, pioniere per la "cura della malaria", che operò sul territorio di Ostia Antica "Filippo Marini", intorno agli anni '40 in Via delle Saline, viene costruita la "Scuola Elementare", con caratteristiche architettoniche che sposavano l'equilibrio classico e la funzionalità moderna.
Intorno alla metà degli anni sessanta, venne edificata la scuola media dedicata ad "Arturo Fanelli". Nato a Casalvieri (Frosinone) il 15 Aprile 1894, undicesimo figlio di una famiglia modesta, frequentò le scuole medie ad Arpino. Con la guerra del 15'-18', dovette sospendere gli studi universitari per arruolarsi; rimase al fronte per ben quattro anni, i suoi sacrifici furono riconosciuti con la Croce al Merito. La guerra e i sacrifici, l'avevano reso sensibile ai bisogni e alla soffe-renza del prossimo. Diventato medico lavorò instancabilmente curando i malati di malaria, sia in ambulatorio sia soc-correndoli nelle campagne, a piedi o in bicicletta, svolse anche un lavoro di pratiche di ufficio per l'INAIL, per l'Ufficio di Igiene, per l'Opera Nazionale Maternità ed Infanzia (ONMI), in alcuni gioni del mese assumeva funzioni di Ufficiale di Stato e celebrava Matrimoni Civili. Effettuava visite di controllo per la Sicurezza e l' Ambiente sui cantieri e officine. Entrambi i medici, accumunati dalla professione e dalla dedizione al prossimo, rappresentano nell'immaginario popo-lare di Ostia Antica, la memoria storica del luogo oppresso, fino a pochi decenni fa, dalla malaria che essi contribuiro-no a debellare.
La scuola media "Arturo Fanelli", nasce come scuola d'avanguardia, i cui principi rispondevano ai bisogni degli alunni, provvista al pianterreno di vari laboratori . Il primo piano, era dotato di aule luminose con finestre "a nastro"tipiche dell'architettura razionale e funzionale di quell'epoca.
Il 1° Settembre 2000, dalla fusione della "scuola elementare "Filippo Marini e della "scuola media Arturo Fanelli", na-sce l'Istituto Comprensivo "A. Fanelli - F. Marini", che accoglie gli alunni provenienti da una vasta area che compren-de, oltre ad Ostia Antica centro, Dragona, Dragoncello, Saline, Longarina, Stagni di Ostia.


 

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